2024 Turandot. Enigmi al museo
2024 Turandot. Enigmi al museo
2024 Turandot. Enigmi al museo
2024 Turandot. Enigmi al museo
2024 Turandot. Enigmi al museo
2024 Turandot. Enigmi al museo
2024 Turandot. Enigmi al museo
2024 Turandot. Enigmi al museo

2024 Turandot. Enigmi al museo

Da Turandot. Musica di Giacomo Puccini
Rielaborazione musicale a cura di Enrico Minaglia
Adattamento drammaturgico a cura di Andrea Bernard Casa Ricordi Srl, Milano
Prima rappresentazione: Como, Teatro Sociale, 14 febbraio 2024

La Principessa Turandot Marianna Iencarelli, Ilaria Sicignano, Nina Zazyiants  
Calaf Davide Battiniello, Vincenzo Spinelli, Yuxuan Wang
Timur Andrea Carcassi, Baopeng Wang
Liù Aloisia De Nardis, Suji Kwon
Ping Francesco La Gattuta, Junhyeok Park 
Pang Gerardo Dell’Affetto, Junsang Do 
Pong Yiying Guo, Edoardo Manzardo    
La guida del museo Simone Ruvolo
Un boia Thomas Angarola
Una guardia imperiale Rosa Maria Rizzi

Direttore Sieva Borzak
Regia Andrea Bernard
Scene Alberto Beltrame
Costumi Elena Beccaro
Coreografie Giulia Tornarolli
Assistente alla regia Tecla Gucci Ludolf
Assistente scenografa Giulia Turconi
Assistente ai costumi Emilia Zagnoli Orchestra 1813

Nuovo allestimento
Produzione AsLiCo
In coproduzione con Opéra Grand Avignon

Opera domani – XXVIII edizione

 

PARTE I
Calaf, suo padre Timur e l’amica Liù sono i visitatori di un museo. Nell’ala dedicata alla Cina, è in preparazione una mostra dedicata alla principessa Turandot, con tutte le casse per il trasporto delle opere pronte a essere aperte. Il Mandarino, esperta guida del museo, mostra in anteprima ai visitatori l’antica legge di Pechino scritta su una pergamena custodita in una vetrina: questa sancisce che per sposare Turandot un pretendente dovrà risolvere tre enigmi posti dalla principessa stessa. Questi indovinelli rappresentano una sfida di intelligenza e saggezza per coloro che desiderano conquistare il cuore di Turandot, ma sono al tempo stesso molto pericolosi perché a chi non indovina le risposte verrà tagliata la testa. La lettura di questa pergamena fa sì che il museo e le opere in mostra prendano vita, con il misterioso mondo di Turandot che emerge dalle casse e che catapulterà Calaf, il padre e Liù in una grande avventura. Turandot, la bellissima principessa dal cuore di ghiaccio, appare raffigurata in un grande e prezioso dipinto scrupolosamente conservato. Alla visione di questo, Calaf ne rimane stregato e si innamora di quell’immagine all’istante decidendo così di rischiare la vita e provare a risolvere gli enigmi. Ping, Pang e Pong, tre statue dell’esercito di terracotta e fedeli protettori della principessa, si animano nel tentativo di far desistere il giovane innamorato, diventando così suoi compagni di avventura. Calaf non cede nel suo intento e fa suonare il magico gong per iniziare la sfida.

PARTE II
Ping, Pang e Pong sono soli e sognano di essere degli uomini veri, non più al servizio della principessa ma liberi nelle proprie case in mezzo a laghetti e foreste di bambù. Suona il gong, Turandot si materializza davanti ai visitatori dopo una grande parata danzante e lancia la sfida a Calaf, che è pronto a cominciare. Le prove sono difficili, ma il ragazzo è determinato a vincere il suo amore e riesce a dare tutte le risposte corrette. Turandot, incredula e spaventata, non vuole cedere e sposarsi e allora Calaf le propone un enigma che potrà cambiare il loro destino: se la principessa indovinerà il suo nome entro l’alba, lui si sacrificherà. PARTE III Nel silenzio della notte Calaf sogna il suo futuro al lume di magiche lanterne volanti. Nel frattempo, Liù è decisa a proteggere il segreto di Calaf fino all’ultimo e quando le viene chiesto con la forza di rivelare il nome dell’amico, sceglie di sacrificarsi piuttosto che tradirlo. Si trasforma così in una statua di porcellana, dimostrando la sua lealtà e devozione. Turandot, colpita dall’audacia e dall’amore dimostrato da Liù, si “scioglie” e accetta Calaf come suo sposo. La principessa, attraverso l’esperienza dell’amore, impara così a riconoscere la propria umanità e ad aprirsi ai sentimenti che per tanto tempo ha tenuto repressi. Calaf e Turandot si uniscono finalmente nel nome dell’amore e si trasformano in un dipinto: un’immagine di speranza e connessione eterna, che lascerà un’impressione indelebile nell’anima dei futuri visitatori del museo.

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