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Madama Butterfly 2017

Pocket Opera 2017

Info

MADAMA BUTTERFLY
Tragedia giapponese in tre atti. Musica di Giacomo Puccini.

Libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, dal dramma Madame Butterfly di David Belasco. Prima rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala, 17 febbraio 1904

 

Cio-Cio-San                     Sarah Tisba

Pinkerton                        Angelo Fiore

Suzuki                            Arina Alexeeva

Sharpless                       Matteo Mollica

Goro                              Mattia Muzio

Yamadori / Commissario  Filippo Rotondo

Zio Bonzo                        Shi Zong

Kate                               Selena Bellomi

Parenti, amici e servi       Veronica Ghisoni, Giacomo Leone, Afra Morganti, Daniele Palma, Adriana Patane?, Mattia Rossi

 

Direttore     Alessandro Palumbo

Regia          Roberto Catalano

Scene         Emanuele Sinisi

Costumi      Ilaria Ariemme

Orchestra 1813

Produzione AsLiCo

Nuovo allestimento

 

Note di regia

Noi siamo gente avvezza alle piccole cose umili e silenziose, ad una tenerezza sfiorante e pur profonda come il ciel, come l'onda del mare!

All'inizio e? solo un sogno.
Madama Butterfly ci da? le spalle; e? notte, e noi precipitiamo nel suo incubo ricorrente, dove l'attesa e? infinita e l'orizzonte al quale lei si rivolge tutte le volte in cui chiude gli occhi, e? vuoto e silenzioso. Nessuna nave in vista. Chiunque lei aspetti, non e? venuto neanche questa volta.
Ma e? solo un sogno; lo stesso di ogni notte.
Prima o poi qualcuno verra? a prenderla e andarsene sara? dolce e nuovo; il suo mondo e? un orizzonte aperto, e le sue mani, ogni volta che chiude gli occhi, si muovono per toccarlo, disegnarci sopra qualcosa e, forse, riempirlo. Ma gli occhi si aprono e un uomo giunge davvero, approdando con la sua nave, dopo aver attraversato un orizzonte reale. Lui e? B. F. Pinkerton, un americano venuto a sposare Butterfly.
E? da poco entrato nella casa dove possiamo scorgere solo una grande parete bianca. E? uno spazio inviolato; uno spazio soggetto a qualunque cambiamento possibile. L'oriente e? un luna park. Un paese dei balocchi per occidentali arroganti e senza scrupoli. Pinkerton e? un occidentale e Butterfly verra? rinnegata nella notte piu? felice, la stessa notte dove ha luogo l'inizio del sogno che lei chiama liberta?.
Le parole di Pinkerton riempiono la mente di Butterfly e gettano il seme che germogliera? presto come un cancro; e? un graffio, un solco provocato con noncuranza e distrazione dall'uomo che, con un gesto della mano, sporca la grande parete bianca della casa intatta; mani americane che macchiano irrimediabilmente la stanza.
Il segno, l'idea che le e? stata innestata dall'uomo che adesso la ghermisce, si trasformera?. Crescera?. Mutera? e diventera? forte; si prendera? tutto, cosi? Butterfly precipita tra le braccia dell'uomo che promette e incanta. La notte adesso e? totale. E? da qui, da questa notte fatta di promesse, che Butterfly amplifichera? quel graffio inconsapevolmente.
Butterfly precipita cosi? nel suo sogno lucido, dove il solco lasciato da Pinkerton ha generato l'immagine di un mondo ideale. La linea scura, la ferita che ha macchiato per sempre il suo spazio, e? diventata un orizzonte. Ha dipinto un mare, e delineato i confini di un mondo nuovo. Ecco come Butterfly ha passato gli ultimi tre anni della sua vita. L'orizzonte e? li?. Immobile, complice, di un microcosmo inventato e pervaso dalla speranza del ritorno. Ma Pinkerton non c’e? e quel piccolo mondo disegnato sopra la lunga ferita nera, e? finto. Vistosamente finto. Soltanto lei si ostina a difenderlo.
Pinkerton torna nella casa dove tutto e? cominciato, al suo fianco, una donna: e? sua moglie. Tutto e? perduto. L'americano affonda nel suo misfatto. Addentrandosi sempre di piu? nell'abominio del suo operato, si rendera? conto di quale anima ha toccato. Scappera?, perche? non riuscira? a reggere la bellezza di cui Butterfly e? pregna; una bellezza nata da un graffio inconsapevole.
Butterfly, ora, e? destinata ad un'attesa eterna. La casa si svuota. Resta soltanto lei, abbracciata dal suo mondo costruito ad arte. La ferita, e? un graffio di luce che ne illumina i contorni. Il suo destino e? guardarlo per sempre.
Dopo aver detto addio al figlio, coraggiosa e determinata, si togliera? la vita con un gesto che vedra? morire la sua parte piu? profonda, cosi? che al mondo di Butterfly non resti niente. Solo un graffio, da cui sgorgano ancora fiori.

Roberto Catalano